Il coach della Valtur Brindisi Piero Bucchi si racconta al TG Rai Puglia: l’amore per la città, le differenze tra Serie A1 e A2 e le ambizioni promozione.
Intervistato dal TG Rai Puglia, Piero Bucchi, allenatore della Valtur Brindisi, ha tracciato un quadro chiaro e sincero del momento vissuto dal club pugliese, soffermandosi sul rapporto con la città, sulle strutture, sulle differenze tra Serie A1 e Serie A2 e sulle ambizioni stagionali.
Le sue parole restituiscono l’immagine di una piazza storica, profondamente legata alla pallacanestro, ma anche di una realtà che per compiere il definitivo salto di qualità ha bisogno di basi più solide.
Brindisi e la passione per il basket
Bucchi ha subito evidenziato il legame speciale tra la città e la pallacanestro:
«Brindisi è una città appassionata da sempre, c’è tanta storia di pallacanestro ed è molto bello lavorare qui, perché tutta la tifoseria e la città vive di pallacanestro».
Un contesto ideale per un allenatore esperto come Bucchi, che ha sottolineato quanto l’ambiente possa incidere sul lavoro quotidiano e sulla crescita del progetto sportivo.
Il nodo strutture: “Serve un palazzetto”
Alla domanda su cosa manchi a Brindisi per emergere stabilmente e restare in Serie A1, Bucchi è stato diretto:
«Sicuramente un palazzetto».
Un tema ricorrente nel dibattito sul futuro del club, che evidenzia come le infrastrutture restino un elemento chiave per sostenere ambizioni di alto livello e garantire continuità nel massimo campionato.

Serie A1 e Serie A2: il ruolo dell’allenatore
Il tecnico della Valtur ha poi spiegato perché non sente la mancanza dell’A1:
«Quando il presidente Nando Marino mi ha chiamato, è stata un’offerta che ho accettato volentieri. In A2 è particolarmente interessante perché l’allenatore deve fare l’allenatore».
Bucchi ha chiarito la differenza tra le due categorie:
«In A1 sei affidato più al talento dei giocatori, in A2 invece c’è un po’ meno talento e meno atletismo, e l’allenatore è fondamentale».
Un passaggio che sottolinea il valore tattico e gestionale richiesto in un campionato complesso e competitivo come la Serie A2.
L’obiettivo promozione
Infine, uno sguardo al presente e al futuro della stagione:
«È l’anno giusto per tornare in A1? Non lo so. Ci siamo anche noi, siamo nel gruppo di quelle che ci vogliono provare. Credo che abbiamo la potenzialità e la voglia e quindi credo che siamo lì».
Parole che non fissano proclami, ma confermano la volontà della Valtur Brindisi di essere protagonista nella corsa alla promozione, facendo leva su lavoro, organizzazione e spirito di squadra.
Le dichiarazioni di Piero Bucchi delineano una Brindisi ambiziosa ma consapevole, pronta a giocarsi le proprie chance sul campo, con la speranza che anche fuori dal parquet arrivino presto risposte decisive per il futuro del basket cittadino.
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