D’Angelo Harrison è stato intervistato in esclusiva da Matteo Andreani su BasketInside. Queste alcune delle dichiarazioni della guardia dell’Happy Casa Brindisi:

Alaska, Missouri City, Houston e St. John’s. Una giovinezza movimentata e sicuramente molto importante dal punto di vista delle esperienze. Com’è stata la tua giovinezza a livello sportivo?

“Ho vissuto in Alaska fino a quando avevo tre anni quindi non ho grandi ricordi. Ci sono tornato da più grande e ho visto la mia casa di quando ero bambino riportandomi alla mente alcuni flashback del passato.
Ho cominciato a giocare a basket da più grande però mi piace pensare che i miei primi passi li abbia mossi lì. Anni indimenticabili ai Red Storm in cui essere stato uno dei migliori realizzatori è un grande onore.”

Poi l’arrivo in Europa. Turchia, Russia, Francia ed Israele. Dal Usak Sportif nel 2015, al Maccabi Rishion LeZion nella scorsa estate, che giocatore è diventato oggi D’Angelo Harrison?

“Il basket è sempre basket in qualsiasi posto in cui si giochi. Che sia Israele o Italia è molto stimolante giocare contro grandi avversari. E’ questo ciò per cui ci alleniamo ogni giorno: competere al massimo livello ed è questo ciò a cui ambisco.”

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Poi D’Angelo Harrison ha firmato per Brindisi. Hai ricevuto molte offerte, non solamente dal’Europa?

“Era l’opportunità giusta al momento giusto dopo il finale di stagione in Israele. Ho parlato con management e coaching staff e ho preso la migliore decisione per me e per la mia carriera in una squadra competitiva che partecipa anche a una Competizione FIBA (Basketball Champions League).”

Brindisi sogna grazie alle prestazioni di D’Angelo Harrison. Dove può arrivare questa squadra? Che sia la grande sorpresa in un campionato di grandi potenze con Olimpia Milano e Virtus Bologna?

“Non abbiamo limiti o obiettivi prefissati. Sappiamo che giocando insieme, come stiamo facendo, possiamo superare qualsiasi ostacolo. Andiamo avanti con fiducia”

Descrivimi il tuo rapporto con Frank Vitucci e con i tuoi compagni di squadra. Hai legato con qualcuno in particolare?

“Un rapporto onesto e diretto, così come deve essere tra coach e giocatore. Mi trovo bene con lo staff. Krubally è stato già mio compagno a Le Portel in Francia per cui ci conosciamo da più tempo e abbiamo maggiore feeling, penso che si veda in campo e dalle nostre esultanze. Il fatto che lui abbia firmato prima, mi ha motivato ancor più ad accettare l’offerta di Brindisi. Un gruppo eccezionale di bravi ragazzi e giocatori di pallacanestro.”

Per quanto riguarda la città di Brindisi e la sua tifoseria? Che ne pensi?

“Mi piace molto questa città, si vive di pallacanestro. Per noi è davvero strano giocare senza tifosi. So quanto il pubblico di Brindisi sia caloroso, ho visto foto, video e sentito racconti della gente di qui e degli ex giocatori. Non vedo l’ora di poter condividere con loro queste emozioni”

Qui l’intervista completa:

[ESCLUSIVA] D’Angelo Harrison: “Brindisi l’opportunità giusta al momento giusto. Non ci poniamo limiti…”

 

 

Foto: Vito Massagli

Foto: Vito Massagli

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Di La Stella Del Sud Basket Brindisi

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