Coach Frank Vitucci, prima della ripresa del campionato dopo la finestra per le Nazionali, è stato intervistato da OA sport. Ecco alcune passaggi dell’intervista:

Com’è nata l’impostazione tecnica della squadra del 2020-2021, anche al netto delle tante partenze come quelle di Adrian Banks e John Brown?
Prima abbiamo cercato di capire gli italiani che potevano fare al caso nostro e di puntellare quel settore lì, poi gli stranieri, confermato Thompson, seguendo quelle che sono le mie idee di pallacanestro, il budget a disposizione, il fiuto di Simone Giofrè. Mettendo assieme le cose, poi è venuta fuori questa nuova Brindisi 2020-2021“.

Idee di Simone Giofrè che hanno portato due signori giocatori nel campionato italiano: D’Angelo Harrison e Derek Willis. Ci si aspettava un così forte rendimento fin da subito?
Dietro c’è un lavoro di scouting che facciamo io e Simone assieme dove si restringe il cerchio a 2-3 giocatori per ruolo. L’ultima parola spetta a me dal punto di vista tecnico ed ero sicuro che erano due giocatori che avrebbero fatto bene, quindi non c’è stata neanche una grande sorpresa. Sicuramente siamo molto contenti di queste scelte fin adesso e stanno andando benissimo“.

A proposito di benissimo: otto vittorie consecutive in campionato per Brindisi sono qualcosa di enorme, ancor di più perché ottenute in un contesto particolare come quello attuale, senza il sostegno del pubblico per buona parte del tempo. Quanto è importante e sentito il fatto di aver avuto questa partenza e di essere la seconda forza attuale dietro Milano?
Io sono molto pragmatico in questo. Quel che mi interessa è che le otto vittorie in sé, che vogliono dire 16 punti in classifica, sono un buon tesoretto da custodire, da implementare, che fa stare tranquilli per il momento rispetto a brutti sogni e ci fa anche pensare di alzare un pochino l’asticella, che magari all’inizio non sapevamo esattamente dove avremmo potuto porre, perché è evidente che è stato un inizio anomalo per tutti, è stato un precampionato strano, squadre nuove. Per il momento siamo molto contenti, guardiamo avanti. I numeri dicono questo adesso, ma non è che siamo improvvisamente l’anti-Milano“.

Anche perché in questo momento l’asse dell’anti-Milano si è spostato con un evento del quale si è saputo pochi giorni fa.
Sì, ma è chiaro che chi prova a vincere lo scudetto, oltre a Milano, sono Virtus Bologna, sono Venezia, sono un po’ Sassari. Doveva esserci anche Brescia nei primi 5-6 posti e non è detto che poi non ci rientri. Le grosse squadre sono quelle lì, è abbastanza indubitabile. Poi è chiaro che il colpo di Belinelli fa alzare un po’ le quotazioni della Virtus, ovviamente, ma già prima non era una brutta squadra“.

C’è stata, ancor più in Champions League che in Serie A, se non l’esplosione, quantomeno la crescita di Riccardo Visconti, un altro giocatore che veniva dall’A2, che Brindisi ha preso e che sembra poter iniziare a ripercorrere la parabola che fu di Riccardo Moraschini.
Esattamente, sta iniziando, perché ha ancora un po’ di strada da fare, però sia lui che Mattia Udom sono due giocatori che, come sempre facciamo, cerchiamo di prendere dall’A2 o da altri club: pensiamo che questi ragazzi possano fare al caso nostro e avere margini di miglioramento, accettino la sfida di giocare al livello superiore, magari giocando poco in certe situazioni. Però dietro la crescita personale è importante, ed entrambi questo l’hanno accettato, e il progetto su di loro, in particolar modo su Visconti che è anche il più giovane, si va a guardare nel medio periodo, non nel brevissimo, però sono già convinto che, come già stiamo un po’ vedendo, è una cosa che da e darà dei frutti importanti“.

Nel prossimo futuro di Brindisi ci sono le partite con Cantù e Olimpia a Milano. Due partite che sono diverse, per zone di classifica e forza, ma anche di contatto. Quanto cambieranno gli approcci e gli stimoli per i giocatori?
In questo momento l’obiettivo e l’attenzione è solo su Cantù. Poi abbiamo anche una partita di Champions in mezzo (Filou Ostenda, N.d.R.). L’obiettivo per noi, questa settimana in cui non abbiamo giocato, era quello di recuperare qualche situazione che cominciava a patire l’usura di questa prima parte di questo campionato, e lo stiamo facendo bene, e poi di prepararci perché la partita con Cantù in casa è più importante della partita di Milano. Oltre a essere la prima, temporalmente, per me è più importante. Siamo molto focalizzati su questo“.

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Limitandoci a questa stagione, qual è la partita che l’ha reso più orgoglioso?
Non saprei dare una risposta. Guardando il calendario, il mese di novembre per noi si prospettava molto duro inizialmente perché avevamo due trasferte a Bologna e a Sassari. Avevamo Fortitudo e Brescia in casa, la partita di Coppa a Burgos, che poi è l’unica che abbiamo perso. Meglio di così non potevamo fare. C’è sicuramente soddisfazione nel vincere a Bologna contro la Virtus, ma non è minore quella di vincere a Sassari, in casa con la Fortitudo pur se non era al meglio delle proprie forze. E’ tutto in progressione e spero che le soddisfazioni migliori debbano ancora venire“.

Cos’è che l’ha legata così particolarmente a Brindisi in questi anni?
Un allenatore è sempre un po’ legato ai risultati, che sono stati indiscutibilmente buoni in questi anni. Importante fu quando io ho salvato la squadra dalla retrocessione tre anni fa, e devo dire che questo è stato un credito che la città, il club mi riconosce in maniera importante. Qui c’è molta passione, molta voglia di far bene, un progetto di palasport che andrà in porto. Le persone sono cordiali, mi hanno dato una buona libertà di lavoro, ho collaboratori validi, con cui si lavora bene. Le risorse sono un po’ limitate, in questo caso ci sono anche altri vantaggi che non sono solo economici“.

A proposito del palasport, appare come una cosa molto importante anche alla luce del fatto che in Italia c’è una strutturale difficoltà nel costruirli. Quant’è importante per voi la prospettiva di avere quello nuovo abbastanza a breve, anche nella prospettiva di poter dar modo a più persone di assistere alle partite di Brindisi una volta che l’emergenza Covid sarà finita?
Io penso sia fondamentale per il futuro del club e della pallacanestro a Brindisi, che altrimenti nel giro di qualche anno andrebbe a spegnersi. Adesso qui c’è la commissione che sta valutando l’offerta della gara d’appalto, e se non ricordo male sono abbastanza avanti. E’ uno snodo cruciale per la pallacanestro brindisina. In questo periodo, in cui gli ultimi palasport costruiti spesso non sono recentissimi, sarebbe un bel segnale. C’è quello di Cantù, e anche quella è una grande iniziativa che darà di nuovo una grande spinta a quella zona del Nord Italia. Ci vogliono strutture nuove adeguate, perché quando andiamo in giro per l’Europa ne vediamo di molto belle e più avanti delle nostre, quindi dobbiamo iniziare ad attrezzarci in fretta“.

Una speranza che Lei ha per il futuro di Brindisi?
Non vivo di speranza perché chi di speranza campa, di speranza muore (ride). Dobbiamo guardare a obiettivi che non siano troppo lontani. Speriamo di continuare a divertirci per tutta la stagione e di rivedere il pubblico presto sugli spalti. Dappertutto“.

Foto: Vito Massagli

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