Le dichiarazioni in sala stampa di coach Frank Vitucci e di coach Eugenio Dalmasson nel post-partita di Happy Casa Brindisi-Allianz Trieste, quarto di finale delle Final Eight di Coppa Italia.

Happy Casa Brindisi
Coach Frank Vitucci: “Sapevamo sarebbe stato un match difficile contro una squadra ben organizzata e allenata come Trieste. Siamo stati bravi in attacco a condividere tiri e responsabilità privi di Harrison, soprattutto nei momenti difficili quando loro potevano riprendere in mano la partita cambiandone l’inerzia. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio a rimbalzo difensivo, potevamo girare meglio la palla ma realizzare 93 punti è un buon risultato. So che posso puntare sui miei ragazzi, siamo un gruppo da ‘team spirit’ che sa adattarsi di situazione in situazione. Questa è una grande qualità.

“Gli italiani sono davvero importanti, non solo i miei. Lo vediamo anche in Coppa, dove i giocatori indigeni fanno sempre la differenza. Visconti, Udom, Gaspardo, Zanelli sono stati sicuri, protagonisti di un quarto di finale di Coppa Italia e sono felice per questo. Vincere questa sera la sentivamo come una tappa quasi obbligata. Ci presentavamo da secondi, siamo pronti per domani”

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Allianz Trieste
Coach Eugenio Dalmasson:
“Faccio ovviamente i complimenti a Brindisi che ha vinto meritatamente. Il nostro unico rammarico è di non essere stati capaci di interpretare la partita nel modo giusto, dal punto di vista dell’entusiasmo e della spensieratezza. L’ho detto anche ai miei giocatori questa sera, abbiamo giocato al di sotto delle nostre possibilità. Sono occasioni che non capitano spesso e il palcoscenico era importante. Sanno (e so anche io) quello che abbiamo fatto stasera. L’unico rammarico è dunque la consapevolezza di non aver saputo vivere questa giornata come avremmo dovuto. Sicuramente la partita di oggi ha delle similitudini con quella con Brescia, squadra accomunata a Brindisi dalla fisicità. Abbiamo sentito molto l’assenza di Grazulis in questo, probabilmente il nostro giocatore più fisico. Chiaro che squadre con questa potenza fisica facciamo fatica a contenerle. Non siamo riusciti ad andare in campo interpretando la sfida con un po’ più di leggerezza e tutto quello che abbiamo messo in campo ci è costato fatica, senza che riuscissimo a prendere mai in mano le redini della partita. Abbiamo sempre dovuto recuperare e questo ci ha messo decisamente in difficoltà. Adesso dobbiamo riuscire ad alzare il livello del nostro gioco per confrontarci contro squadre di questa caratura. Tutto questo senza affanno, giocando un basket brillante e piacevole, mantenendo e migliorando le nostre caratteristiche, senza snaturarci. E’ un fatto di maturità. Giocare ad alti livelli non è solo questione di capacità, ma anche di saper reggere mentalmente alle pressioni, alla forza dell’avversario che nella seconda parte di stagione sarà ancora più importante. Sarà una lotta dura e noi dovremo adeguarci ad un livello di competitività altissimo soprattutto nella nostra parte di classifica, senza paura né pensando che ci siano scorciatoie”.

 

Foto: Basketball Champions League

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